Pogoni

Pogoni

Pogoni si trova nel dipartimento nord-occidentale della prefettura di Ioannina, ai confini con l' Albania. Nella sua zona nord orientale si trovano i villaggi di Konits, Zagori ad est, Ano Kalamas a sud est e la prefettura della Thesprotia a Sud. Dei 32 insediamenti di Pogoni, 28 sono montani e semi montani. Tre grandi entità naturali formano la zona geografica di Pogoni, Gormos a nord, Gyftopotamos ed il fiume Drinos ad ovest. Alte e ripide montagne circondano Pogoni; Nemertsika (alta 2207 m.) a Nord, Kasidiaris (alta 1329 m.) ad Est, i monti Tsamanta a Sud e Makrykampos (alta 1672 m.) ad Ovest. I fiumi di Pogoni sono numerosi e considerevoli. Drinos ad ovest, nasce nella regione di Dolos, passa verso ovest da Delvinaki e si dirige verso il territorio Albanese. Gormos, ad est, nasce dall' Oraiokastro e si riversa nel fiume Kalamas all'altezza del lago Zarabinas. Gyftopotamos raccoglie la pioggia e le acque  provenienti da Lakka Mouchtari e da Ktismata  e sparisce poi nel fiume Drino. Geologicamente, la regione appartiene alla zona Ionica che in quanto rocce ha in prevalenza calcare e flysch. Il clima della regione è del tipo medio Europeo. A basse altitudini un clima continentale prevale, il quale è caratterizzato da estati relativamente calde con sufficienti piogge ed inverni freddi. Ad altitudini più alte prevale il tipo di clima montano, caratterizzato da estati fresche, mentre gli inverni sono duri con abbondanti piogge e molte nevicate. Nelle regioni più meridionali il clima si addolcisce.

Ambiente Naturale

Il paesaggio di Pogoni colpisce per la sua nitidezza e qualità con particolari aratteristiche estetiche, la forma del terreno, il clima ed il tipo di vegetazione. I tipi dominanti di vegetazione a Pogoni sono le querce, le querce latifoglie (Quercus conferta), querce dalle foglie diritte (Quercus cerris), querce (Quercus pubescens) e le querce Macedoni (Quercus Macedonica). Si incontrano anche carpini neri (Ostrya carpinifolia), carino orientale (Carpinus orientalis), cedri (Jupinerus communis), frassini (Fraxinus ornus), querce spinose (Quercus coccifera), corbezzolo (Arburus unedo), corniolo (Cornus mas) mentre nelle foreste ripariali dominano i platani (Platanus orientalis) ed i salici (Salix alba). La flora della zona non è stata studiata con attenzione. Si trovano alcune varietà delle specie di orchidee, l'Orchidea a Fiori Larghi, la Concordia saccifera e la Concordia sambuchina, l'iride gialla (Iris ochroleuca), la Salcerella (Lythrum salicaria), la viola (Viola), le campanule (Campanula) ed i narcisi (Narcisus Poeticus). Molte specie di funghi si trovano nelle foreste di querce della regione.

Sono sopravvissuti grandi mammiferi a Pogoni, come lupi, cinghiali, lontre, volpi, tassi, furetti, donnole, lepri e scoiattoli. Di tanto in tanto, nella regione si possono anche trovare delle capre selvatiche e degli orsi. Importante è la presenza di molti predatori e di altri animali rari, come l'avvoltoio egiziano, il capovaccaio, lo sparviero levantino, le aquile, le aquile reali, stayraetos ed il picchio rosso. Molte specie di farfalle, insetti, anfibi, rettili e pesci accrescono la fauna di Pogoni.

Storia

Pogoni, a causa della sua posizione come luogo di passaggio per e dall' Albania, si è trovata esposta alle incursioni ed al passaggio di varie tribù ottenendo come risultato una grande presenza di mobilità ed una popolazione formata da matrimoni misti, cosa che si riflette anche nella cultura popolare della regione. Numerose località archeologiche son resti che si trovano in superficie testimoniano la continua presenza umana nella regione, dall' epoca preistorica fino ai primi anni Cristiani.  Alcune tombe che datano alla prima era del ferro sono state trovate nella località di “Paliouria”, Palaiopyrgos e “Gklava a Kato Meropi dall' archeologo Andreou. Tracce di ceramiche cotte a “Gklaba a Kato Meropi sono state datate all' 11° secolo A.C. I resti di antiche cittadelle, opere di riempimento e numerosi oggetti di uso comune confermano la storia della regione. Nell' antichità, Pogoni faceva parte, almeno in maggioranza, del paese dei Molossi. Seguirà uno scuro periodo di agitazioni, conflitti, incursioni e distruzioni che porteranno alla desolazione della regione fino al 3° secolo A.C., quando il Re d' Epiro, Pirro, ingrandì i confini di Vassilios fino alla Macedonia dando nuova linfa alla regione. La conquista da parte dei Romani (167 A.C.) schiaccerà molte cittadine dei Molossi con la depredazione e lo sterminio delle loro popolazioni che come effetto produrrà una nuova devastazione della regione. I primi anni dell'epoca Cristiana vedranno la regione deserta cercare di innalzare la propria condizione. Comunque, l'imperatore di Bisanzio Konstantinos Pogonatos passando dalla regione, durante il 7° secolo D.C., trovò Pogoni e ricostruì l'abbazia di Molybdoskepasti. Dall'11° secolo D.C. Le incursioni deii Normanni si succedettero una dopo l'altra fino alla creazione del Despotato d'Epiro, il che portò ad un periodo di due secoli di pace e calma. Dopo le incursioni dei Serbi (14° secolo) molti degli abitanti emigrarono negli stati vicini. Dal 15° secolo le abbazie, i ponti ed i sentieri vennero costruiti coi soldi forniti dagli emigrati di Pogoni. Durante tutto l'Impero Ottomano la ribelle Pogoni  non si mostrò per niente compiacente; così restando una delle poche regioni di Ioannina zenza privilegi. Pogoni fu liberata dall'Impero Ottomano nel 1913 ma durante la Seconda Guerra Mondiale rivisse il vortice delle invasioni, delle distruzioni e della devastazione che marchieranno la zona fino ai giorni nostri.

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