I Ruoli di Cantanti

I Ruoli dei cantanti nella struttura polifonica

Nel canto polifonico il partis ha un ruolo decisivo per quanto riguarda la riuscita del canto, dato che è lui/lei che lo comincia, che ‘si appropria’ del canto. A seconda del sesso del partis ma anche a causa del suo luogo di origine, la base tonale del canto viene alterata. A seconda della tonalità del partis, il resto del gruppo si è formato in tal  modo che le loro voci “si adattino alla voce del partis”. Nelle regioni montane, come ci dice Kanellatou, le canzoni sono rappresentate da partecipanti maschili, femminili o misti e sono eseguite in maggioranza, con degli intervalli in La ed in Do. Nelle pianure i canti vengono interpretato da partecipanti maschili e sono accordate tra il La ed il Do, i canti effettuati da partecipanti femminili tra il  Mi ed il Fa ed i canti interpretati da partecipanti misti in Sol (Kanellatou 2010). Il Partis insieme all’ yiristis esprime due linee base dell’assonanza polifonica che sono melodicamente, ritmicamente e strutturalmente indipendenti, ma vengono organizzate in modo armonico.

P1018168

L’ Yiristis (tornitore) od il klostis (filatore) che è in genere un uomo, formano il canto insieme al partis tramite improvvisazioni melismatiche che, comunque, sono organizzate durante i canti sia secondo il tono scelto dal partis che secondo il tempo in cui un canto inizia e termina. E’ lui la persona che effettua i cambi e riempie i vuoti che si creano durante il canto. In pratica, lo yiristis partecipa al canto sia  all’inizio, ammesso che il partis abbia iniziato per primo, o durante le pause che avvengono nel mezzo del canto, oppure alla fine della melodia di ogni parte del canto. La conclusione che avviene al termine delle sezioni individuali  che si svolgono durante il canto è davvero caratteristica; lo yiristis ha un ruolo determinante dato che è lui colui che crea le brusche interruzioni del canto, conosciute come  “tagli” o “tsakisma” (colpi) dell’ ‘yiristis’. Klostis (filatore): il klostis partecipa al canto improvvisando sulla base dei versi del canto. Il ruolo del Klosti richiede una capacità di canto che aiuti e provveda “alti” registri vocali, mentre la melodia del klostis ha un respiro dal tono più ampio e si estende oltre quelli del  partis e dell’ yiristis. 

Richtis:Il Richtis partecipa al canto sia alla fine di un emistichio dando il necessario intervallo di tempo di cui abbisogna il partis, oppure alla fine della prefazione dell’intero verso principale, a cui secondo Kanellatou, la sua partecipazione avviene nella forma di “apichima” (raggiungimento) che assume per il complesso vocale polifonico, aiutando nell’accordatura vocale del complesso. “Esistono tre generi diversi per l’inserimento dei richtis”, secondo lo stesso ricercatore: “il primo e quello più usato è il movimento melodico che comincia con una scala a V [di un quarto intero al di sotto del registro], continua con un’interruzione nell’ipotono [2° grande] ed una caduta finale,nuovamente, nel fonema dominante di un quarto intero al di sotto del registro .Nel particolare genere di inserimento del richits viene usata una tecnica detta  “glistrima”- glissato (scivolandoci in mezzo),che è un modo di cantare che ha un uso limitato nei canti polifonici. Il modo in cui vengono espresse delle particolare linee melodiche si basa su delle esclamazioni: “ach och och”, “ainte vre”, “ainte nte” ed “ainte mpre”. I due altri generi di inserimenti del richtis si trovano in genere nei canti polifonici che sono  accompagnati da strumenti musicali. Negli scorsi anni, I complessi vocali polifonici comprendono anche nel ruolo del klostis il ruolo dello yiristis”.

Gli Isokrates sono coloro che tengono le tonalità basse, su cui le altre linee melodiche (voci) si sviluppano creando nell’ascoltatore la sensazione di ascoltare una voce triste, lamentosa. Matsas college questa particolare espressione di canto con le condizioni  sociali e storiche che sono prevalenti a Pogoni ed a Deropoli durante il periodo in cui fiorì questo genere particolare di canto. Come lui stesso dice: “. … naturalmente, poiché la tristezza e lo stress erano le due condizioni di cui la maggioranza dei canti si occupava; anche la poesia si è occupata delle stesse cose….i canti sono pieni di lamenti ed erano cantati lamentandosi, nella loro rara forma polifonica globale, con il partis che teneva la melodia principale, il richtis, il klostis e lo yiristische partecipavano e gli isokrates che mantenevano la tonalità triste in un modo tale da spezzarti il cuore”, (Matsas 1988). 

Il genere di isokratima (mantenimento del ritornello), come viene riportato dalla Kanellatou nel suo esteso studio sul canto polifonico, prendendo in esame le sue varie articolazioni, varia a seconda della regione da cui proviene il canto, la forma ed il genere di ritmo, secondo cui il canto polifonico si sviluppa. Esistono i seguenti generi di  isokratima: 

P1018150

a) il testo poetico viene vocalizzato con regolarità, ma gli isokrates non “spingono” (cioé pronunciano) le consonanti con evidenza, b) solo le vocali del testo vengono pronunciate, c) l’ isokratima si mantiene solo in una vocale (in genere è la “e” ma non si escludono nemmeno le vocali “a, i, o”), una tecnica particolarmente utile in casi di pezzi polifonici che non seguono una forma ritmica concreta o costante. Lolis (2003), nota che nelle terre dove si parla Greco e nel canto polifonico Albanese liamptiko, il flusso di isokratima è quasi lo stesso ed avviene in due modi diversi. Nel primo modo, gli isokrates tengono continuamente la tonalità di base del canto nella vocale “e” ma anche in altre vocali come “a-i-o”. Il cambio delle vocali dipende da come termina il verso alla fine di una frase o di uno schema musicale. Nel secondo genere gli isokrates si esprimono tramite un mormorio od in modo
continuo. Gli Isokrates seguono con attenzione il  partis e si esprimono, nella stessa tonalità, mormorando durante la transizione del canto o durante le ‘interruzioni’ in una maniera continua nelle melodie veloci e nelle danze polifoniche che vengono cantate. Le melodie retoriche tendono ad essere espresse, mentre quelle ariozic (cioè orgogliose) tendono ad essere continue. Coloro che tengono i ritornelli fanno il loro ingresso in punti particolari di un canto polifonico, gli isokrates cominciano a cantare a seguito di uno specifico atteggiamento forte del partis, durante la parte tonale del canto o dopo la prefazione od il ‘riximo’ (cioè la caduta) nei canti importanti. Gli Isokrates debbono seguire la vivacità ritmica del partis ed andare nella stessa sua direzione per quanto riguarda le fermate di base (“tagli”) che egli/ella effettua durante lo sviluppo melodico di un ingresso. Allo stesso momento, devono essere in grado di coprire i vuoti per respirare del partis creando, in tal modo, un senso di continuità nel canto polifonico. Coloro che tengono il ritornello, come detto da Lolis (2003), hanno una voce importante nella creazione di una scala tropicale, in modo simile al ronzio delle aspi, che segue il corso del canto con la stessa intensità e timbro, levando da ogni canto ogni tipo di  disarmonia. Il ruolo degli  Isokrates può essere eseguito sia da uomini che da donne; dunque il sottogruppo degli isokrates può essere composto sia da maschi che da femmine che da individui dei due sessi. Il numero degli isokrates in un complesso polifonico varia da 2, a 5-7 ed anche raggiunge i 10 cantanti. Un grande numero di isokrates arriva ad avere un volume apprezzabile nel complesso, chiamato “vrontaria” (cioé mantenimento alto del tono vocale). Gli Isokrates sono importanti nel complesso polifonico perché: a) sono uno dei fattori di base responsabili per l’accordatura del complesso e b) costituisce il modo principale per l’arruolamento e l’insegnamento a nuovi membri del complesso, per quanto riguarda la conoscenza (musical e e poetica) dei vari brani e la collaborazione al complesso (intensità, stabilità tonale nelle assonanze, tagli assidui), (Kanellatou 2010).

Prologistis: Parlando del prologistis Kanellatou (2010) ci dice che: “… un ruolo in maggioranza dedicato ai maschi, che viene eseguito da uno degli isokrates o, a volte, dal partis stesso. Il prologistis, usando la tecnica della recitazione musicale, presenta ogni verso che sarà cantata in seguito dal partis. Il ruolo del prologistis richiede buona memoria rispetto al testo poetico di ogni canzone”. Kotsou (1998), mettendo in rilievo le differenze tra le canzoni del Nord d’ Epiro con quelle di Pogoni, rileva che tale ruolo si nota solo nel Nord d’Epiro cantando anche se non in tutti suoi canti. A Pogonisio, il partis recita musicalmente le prime sillabe di un canto.

Foto

Video

Logo Polysong 1

sitemap polysong

        

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo